Il romanzo d’esordio di una giovane scrittrice. Un vero e proprio successo editoriale che ancora attira e coinvolge, grazie alla scrittura ed al drammatico tema che affronta: la violenza sulle donne
Sono rimasta piacevolmente stupita dalla grandezza di questa scrittrice e da “Il grido del silenzio”, perché ci mette davanti al negativo di una vita che non sempre va secondo un’immagine a colori.
Mi ha portata a riflettere su diverse questioni: la prima è la violenza associata all’indifferenza della gente. Mi spiego meglio: come può, la gente, vestirsi da indifferenza di fronte a un bambino picchiato, a una donna presa a schiaffi, a una violenza psicologica; di fronte ad abusi, a mani alzate, menti spezzate, corpi lacerati? Paura? É l’unica spiegazione, seppur non plausibile, che io riesca a darmi.
La seconda è quella che da anni mi porta a sostenere i diritti LGBTQ+, e che mi porta a pensare continuamente che ogni famiglia può diventare “casa”, se c’è amore: alcune persone pensano che la famiglia tradizionale sia l’unica soluzione ad una vita fatta di pancakes al caramello, ma ultimamente ne ho viste tante di realtà e vi posso assicurare che non è affatto così.
Come dice Bakhita: “Se puoi definire il dolore, è perché l’hai vissuto”.
Non siate indifferenti e fate sì che l’amore arrivi ovunque.
Leggete “Il grido del silenzio”, perché è un romanzo che può portarvi a riflettere su tante cose
Giada Carrot Badari
“…è un’opera che esalta le virtù femminili, quelle virtù pienamente incarnate da Teresa, l’altra protagonista del libro. Una figura che giganteggia nel romanzo, la madre per eccellenza, non secondo le leggi inesorabili della biologia che l’avevano condannata a una vita senza figli, ma secondo le leggi del cuore. “Non sei nata dalla mia pancia – dirà alla figlia – ma dal mio cuore”.
Letizia Varano
Il romanzo è un inno alla speranza, alla speranza della felicità. Una felicità che è possibile se si impara a guardare il mondo come la farfallina e l’orso protagonisti della favola “Storia di una magia” in appendice al romanzo.
E Bakhita, attraverso questo suo primo romanzo, ben scritto e denso di emozioni, ci invita, come una farfalla, a percorrere un cammino fatto di amore, forza e speranza.
Maria Luigia Gullì
Bakhita Ranieri invita noi tutti tramite le sue protagoniste a svoltare nei percorsi senza via d’uscita, ad appellarsi a tutto il proprio coraggio per invertire la rotta. Cambia strada Teresa, la cambia Chinaka, e inevitabilmente la cambiamo noi che leggiamo trasportati dalle emozioni dei personaggi letterari che profumano di verità e di umanità. Il romanzo della Ranieri contiene messaggi profondi di libertà e salvezza che penetrano nell’animo umano.
Daniela Rabia

Il grido del silenzio
Romanzo sul tema della violenza sulle donne
12,00 €